Simonetta cossu : rapporto israeliano contro israele: «illegali le

In questa sezione pubblichiamo una parte dei messaggi che giungono alla redazione di www. Cordiali saluti Simone N. Ecco, vorrei essere conciso. Shalom Lorenzo O.

Qualcuno ha ancora dei dubbi?? Poveri noi, povero mondo cieco. Lorenzo O. Viva la democrazia! Viva la VERA pace! Viva Israele! Roberto M. Max T. Eitan Haber. Leo P. Sono allibita dal fatto che venga negato che Israele abbia usato fosforo bianco, su Jenin etc. Invenzione mediatica? Nora N. Cordiali saluti Lucio M. Un cordiale Shalom. Marcello P. Fabrizio P.

Wanda G. Se si riduce tutto a una questione di potere e controllo dei sottoposti, allora vale per tutti la legge di Darwin anche per voi. Domenico S. Grazie per aver dato spazio alle mie considerazioni. Ma fino a che punto volete continuare con queste politiche? Scusate qualche errore di battitura non mi prolungo ulteriormente narrando altri fatti e altre efferatezze delle politiche dei vari Netanyau, Shamir… ai coloni oltranzisti e ultra religiosi,etc etc.

Grazie e un sentito arrivederci. Nicola G. NET Ringraziamo il lettore per averci fornito un esauriente compendio dei pregiudizi, calunnie e sciocchezze che circolano imperterrite contro Israele dalla menzogna di Jenin, alla bufala del fosforo bianco smentita persino dalla Croce Rossa, al Rapporto Goldstone sconfessato dal suo stesso autore ecc. Il che ci conforta nella convinzione che il lavoro di www. Vi sono vicino con la mente e col cuore. Fabio B. Me la mandate che mi piacerebbe leggerla?

Grazie Marco P.Come Ministro della Cultura promuove idee anti democratiche e razziali.

Israele, politiche illegali e crudeli contro i prigionieri palestinesi

Nel erano registrati circa Nei passati anni Israele ha compiuto diversi raid militari in Sudan contro il regime di Baschir e si sospetta sia coinvolto in vendite di armi a ribelli nel Darfur. Il movimento Fuori i Negri di Miri Regev nel ebbe scarso supporto popolare. Alla manifestazione di Tel Aviv vi parteciparono solo mille persone. Violenze istigate dalla stessa Regev che culminarono nel maggio in riot razziali e attacchi a negozi di africani. Violenze che ricordavano troppo le politiche razziali naziste contro gli ebrei nella Germania degli anni Trenta per essere sostenute dalla maggioranza della popolazione israeliana.

Nel primo semestre del le misure anti immigrazione diminuirono drasticamente i flussi migratori dal Sinai. Solo 43 immigrati africani riuscirono ad entrare in Israele. Dal in poi i flussi ripresero ma il controllo militare della frontiera ha impedito migrazioni di massa. Il Governo Israeliano ha stretto accordi segreti con Rwanda e Uganda per deportare migliaia di eritrei e sudanesi.

I due Paesi africani si sono impegnati ad accogliere i rifugiati che non possono ritornare in Eritrea e Sudan in quanto sarebbero immediatamente giustiziati dai rispettivi regimi dittatoriali : quello eritreo in quanto considera ogni immigrato come un disertore; quello sudanese in quanto considera ogni immigrato dal Darfur come un miliziano o un simpatizzante dei gruppi ribelli che combattono il dittatore Omar El Bashir.

Il governo di Tel Aviv ha anche rafforzato la cooperazione economica, gli investimenti e il supporto politico militare a Kampala e Kigali. Le FDLR create dalle forze armate e milizie che attuarono il genocidio nel conterebbero circa In caso di rifiuto vengono immediatamente imprigionati.

IL TRIBUTO NASCOSTO DEL LOCKDOWN DELLE FORESTE PLUVIALI

Nethanyahu ha ricordato che solo gli ebrei di qualunque razza possono immigrare in Israele. Ha pubblicamente affermato di non riconoscere lo statuto di rifugiati alle migliaia di persone vittime delle sanguinarie dittature in Eritrea e Sudan.

O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di p retendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizioche ti servano Informazione. Entra nel club L'Indro con la nostra Membership. Blacks out! In molti ti chiedono di donare per sostenerli. Noi no. Sull'autore Fulvio Beltrami.Basta uno sguardo alle sue attuali posizioni e pratiche al potere in Italia e il significato diventa rapidamente chiaro.

Recentemente ha elaborato una legge che essenzialmente elimina i motivi umanitari per la concessione di protezione ai rifugiati e ai richiedenti asilo.

Come Israele è diventato un punto di riferimento per i fascisti occidentali

Sebbene la Lega non possa ancora del tutto porre fine ai suoi impegni di accogliere rifugiati e richiedenti asilo, la legge apre la strada a un simile risultato.

Non dovrebbe esserci alcun dubbio sul fatto che Salvini e Lega abbiano un piano molto preciso per cambiare il panorama politico in Italia. Come i neofascisti, le cui origini ideologiche si trovano in coloro che hanno assassinato a livello industriale sei milioni di ebrei, sono diventati i principali difensori e alleati dello stato ebraico? I fascisti europei come Salvini vedono in Israele il paradigma perfetto degli stati di stampo razzista.

E anche se tutti gli stati sono stati razziali in quanto incarnano, in qualche modo, il maggioritario etnicole politiche di Israele sono spesso sfacciatamente costruite su di una forma di sciovinismo etnico che non si vedeva dal periodo coloniale.

Abbiamo visto una schiera di fascisti europei avvicinarsi a Israele come a un alleato ideologico e geopolitico. Questa crescente forma di maggioritario etnico si adatta bene al crescente ordine mondiale autoritario. Sito web. Salta al contenuto. Articolo successivo Successivo I primi due episodi del film che la lobby israeliana non voleva fosse visto. Se continui ad utilizzare questo sito noi pensiamo che tu sia d'accordo. Ok Informativa sull'uso dei cookie.Roma, 25 settembreNena News — Il 4 settembre una corte distrettuale spagnola ha annullato una mozione di appoggio al movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni Bds.

Villarrobledo e Sagunto sono state minacciate di azioni legali se non avessero rinunciato al loro appoggio al movimento di boicottaggio. Secondo Times of Israel [giornale indipendente israeliano in inglese, ndtr.

Il Jerusalem Post [giornale di destra israeliano, ndtr. Questi costanti andirivieni giuridici non mostrano alcun segno di diminuzione. Email address:. Chi siamo Contatti. I tribunali spagnoli terreno di scontro tra Israele e Bds 0. BDSIsraelePalestinaspagna. In English. Palestinians are victims of racist stereotypes. Cooperation between the UAE and Israel. I nostri video. Le selezionate. Ucciso analista minacciato da gruppi filo-iraniani.

Erdogan abbozza. Cerca in Nenanews.

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Il territorio geografico della Palestinaallora sotto il dominio turco-ottomanoera infatti considerato allo stesso tempo dal movimento sionista come patria storica del popolo ebraico e dal movimento nazionalista palestinese come territorio appartenente ai suoi abitanti arabi palestinesi. La fase principale del conflitto su larga scala tra Israele e gli Stati arabi ebbe luogo dalanno della proclamazione dello Stato di Israele, ale fu costituita da una serie di guerre arabo-israeliane: la guerra della guerra di Suez della guerra dei sei giorni del e la guerra del Kippur del La zona teatro del conflitto arabo-israeliano fu per molti secoli parte integrante dell' Impero ottomanoche si caratterizzava per una politica tendenzialmente sovranazionale, in grado di garantire una discreta autonomia ai diversi gruppi etnici che lo componevano.

La zona assunse grande valore strategico sia economico sia militare a partire dalanno in cui fu aperto il canale di Suezgrande opera ingegneristica che avvicinava l'Oriente all'Occidente. Di quest'area dell'Oriente islamico, la Palestina fa parte a pieno titolo. Nela seguito di un'apposita risoluzione delle Nazioni Unitesu tali terre fu dichiarato lo Stato di Israelecon un primo esodo arabo-palestinese verso le nazioni limitrofe, fortemente incrementato in seguito alla sconfitta patita nel primo conflitto arabo-israelianoscatenato l'indomani della dichiarazione d'indipendenza israeliana dagli Stati arabi dell' Egittodella Siriadel Libanodella Transgiordania e dell' Iraq.

Sul finire del XIX secolo il territorio storico-geografico della Palestinafacente parte dell' impero ottomanonon costituiva una suddivisione amministrativa ufficiale dell'impero com'era stato fino all'XI secolo sotto l' impero Abbasidema era diviso tra diverse altre suddivisioni amministrative.

Questo era diviso tra il sangiaccato di Gerusalemme a sud da Rafah a Giaffa e la porzione meridionale del vilayet di Beirut a nord i sangiaccati di Nablus e di Acri.

I territori a est del fiume Giordano, talvolta considerati parte della Palestina, erano compresi invece nella porzione meridionale del vilayet di Siria.

Nella visione sionista il progetto mirava a rifondare la nazione ebraica nella " terra promessa ", citata dalla Bibbiadalla quale il popolo degli Israeliti era fuggito, a seguito della distruzione di Gerusalemme da parte dell' Imperatore romano Tito. Tale progetto venne per la prima volta definito sionismo neldal nome del colle Siondove sorgeva la rocca di Davidmetafora del nuovo stato ebraico.

A partire dall'inizio del Novecento la popolazione arabo-palestinese, sentendosi minacciata dalla crescente immigrazione ebraica, dette vita di conseguenza a movimenti nazionalistici che miravano a stroncare sul nascere quella che era considerata una vera e propria minaccia d'origine straniera. L'Impero ottomano aveva dato segni di stasi culturale e di crescente disfunzione della sua, fino ad allora, efficiente macchina amministrativa e militare fin dal XVIII secoloin diretta connessione con l'accelerazione dei processi d'industrializzazione in Europa.

Nel XX secolo la situazione ottomana era vistosamente peggiorata e aveva messo in allarme le stesse potenze europee che da tempo parlavano dell'Impero ottomano come del "malato d'Europa". Fra questi popoli anche i palestinesi arabi ed ebrei svolsero un ruolo importante. Durante la prima guerra mondiale, il Regno Unito prese tre impegni, tra loro contraddittori, rispettivamente con arabi, francesi ed ebrei sionisti, circa il futuro status politico dei territori arabi dell'impero ottomano, e della Palestina in particolare.

Ambiguamente, la Palestina non era esplicitamente menzionata, e apparentemente giaceva fuori dalle aree escluse dall'accordo, risultando quindi tra le zone in cui la Gran Bretagna si impegnava a sostenere l'indipendenza degli arabi. In seguito alla fine della guerra, tuttavia, sorsero disaccordi tra i britannici, per cui la Palestina era parte dell'area esclusa dall'accordo, e gli arabi, convinti invece che fosse stata loro promessa l'indipendenza anche della Palestina.

Che alla Gran Bretagna siano assegnati i porti di Haifa e Acri. Con la fine della guerra e la conferenza di Parigi delgrande fu il dibattito tra le maggiori nazioni vincitrici per decidere il futuro di queste zone, anche alla luce delle direttive del presidente statunitense Woodrow Wilson che condannavano la costituzione di nuove colonie.

Il 3 gennaio Faysal sottoscrisse un effimero accordo con Chaim Weizmann presidente dell'Organizzazione Sionista e futuro presidente d'Israelein base al quale, se i britannici avessero concesso, come promesso, la creazione di un grande Stato arabo indipendente, quest'ultimo avrebbe permesso l'immigrazione ebraica in Palestina.

Oltre a questo il Mandatario dovette predisporre il territorio allo sviluppo di un futuro governo autonomo. Il risultato fu quello di portare la popolazione ebraica in Palestina dalle Questo meccanismo, unito alle regole con cui venivano solitamente gestiti i terreni assegnati ai coloni la terra doveva essere lavorata solo da lavoratori ebrei e non poteva essere ceduta o subaffittata a non ebreidi fatto toglieva l'unica fonte di sostentamento e lavoro a moltissimi insediamenti arabi preesistenti.

Il gruppo era scortato dalle forze dell'ordine, avvisate in anticipo, con lo scopo di evitare disordini; ciononostante, cominciarono a circolare voci su scontri in cui i sionisti avrebbero picchiato i residenti arabi della zona e offeso Maometto. Nella settimana gli scontri continuarono e, infiammati dalla morte di un colono ebreo e dalle voci poi rivelatesi false sulla morte di due arabi per mano di alcuni ebrei, si ampliarono fino a comprendere tutta la Palestina.

Alcune famiglie torneranno a Hebron due anni dopo, per poi lasciarla definitivamente nelevacuate dalle forze britanniche. Alla fine degli scontri ci furono, sul territorio della Palestina, tra gli ebrei morti e feriti quasi tutti relativi a scontri con la popolazione araba, circa 70 solo a Hebronmentre tra gli arabi ci furono morti e feriti per la maggioranza dovuti a scontri con le forze britanniche.

Neluno sciopero generale di sei mesi indetto dal Comitato supremo arabo, che chiedeva la fine del mandato e dell'immigrazione ebraica, diede il via alla Grande rivolta araba. Con la seconda guerra mondiale gli ebrei con l'esclusione del gruppo della Banda Stern si schierarono con gli Alleatimentre molti gruppi arabi guardarono con interesse l' Assenella speranza che una sua vittoria servisse a liberarli dalla presenza britannica.

Il problema chiave che l'ONU si pose in quel periodo fu se i rifugiati europei scampati alle persecuzioni naziste dovessero essere ricollegati, in qualche modo, alla situazione in Palestina. Nella sua relazione l'UNSCOP si pose il problema di come accontentare entrambe le fazioni, giungendo alla conclusione che era " manifestamente impossibile ", ma che era anche " indifendibile " accettare di appoggiare solo una delle due posizioni:. It was relatively easy to conclude, therefore, that since both groups steadfastly maintain their claims, it is manifestly impossible, in the circumstances, to satisfy fully the claims of both groups, while it is indefensible to accept the full claims of one at the expense of the other.

La definitiva risposta delle Nazioni Unite alla questione palestinese fu data il 25 novembre con l'approvazione della risoluzioneche raccomandava la spartizione del territorio conteso tra uno Stato palestinese, uno ebraico e una terza zona, che comprendeva Gerusalemme, amministrata direttamente dall'ONU.Le divisioni nel mondo arabo allontanano le prospettive di pace.

I veti incrociati in Consiglio di Sicurezza allontanano i rischi di una condanna internazionale. Dopo i metodi sperimentati dalla polizia israeliana su tutti gli oppositori politici e sul popolo palestinese, vediamo che oggi tutte le forze di polizia del mondo adottano tecniche violente di arresto delle persone con modelli di contenzione analoghi che stanno comportando un numero crescente di vittime.

Israele ha mantenuto il suo blocco illegale sulla Striscia di Gaza, sottoponendo i suoi abitanti a punizioni collettive e intensificando la crisi umanitaria. Ha continuato a limitare la libera circolazione dei palestinesi negli Opt attraverso posti di blocco e blocchi stradali.

Riportiamo i passaggi salienti di questo ultimo rapporto. Gli obiettori di coscienza al servizio militare sono stati incarcerati.

Israele ha continuato a espandere insediamenti illegali e le relative infrastrutture nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme est, legalizzando gli avamposti costruiti senza autorizzazione statale israeliana, anche su terre private palestinesi. Il 19 novembre, il governo degli Usa ha annunciato che non avrebbe considerato gli insediamenti israeliani in Cisgiordania illegali ai sensi del diritto internazionale.

A marzo, gruppi armati palestinesi hanno lanciato un razzo dalla Striscia di Gaza verso il centro di Israele, ferendo sette civili. Israele ha reagito colpendo gli obiettivi di Hamas a Gaza. Tra il 3 e il 6 maggiole forze israeliane hanno sferrato centinaia di attacchi aerei e proiettili di artiglieria a Gaza, uccidendo 25 persone; i gruppi armati palestinesi hanno lanciato centinaia di missili contro Israele, uccidendo quattro persone. Israele ha lanciato attacchi aerei uccidendo 33 persone, tra cui 15 civili, mentre gruppi armati palestinesi hanno lanciato missili contro Israele, provocando feriti.

Molti sono stati uccisi illegalmente con munizioni vere o facendo ricorso a uso eccessivo della forza quando non rappresentavano una minaccia imminente alla vita. Molte delle uccisioni illegali sono apparse intenzionali, il che costituirebbe un crimine di guerra. Secondo il Centro palestinese per i diritti umani, al 27 dicembre erano stati uccisi palestinesi, tra cui 47 minori, quattro paramedici e due giornalisti.

Alcuni manifestanti palestinesi hanno commesso violenze, lanciando pietre e bombe molotov contro i soldati israeliani. A luglio, la stampa israeliana ha riferito che le forze armate israeliane avevano deciso di modificare i loro regolamenti sulle armi da fuoco, che avevano permesso ai cecchini di sparare agli arti inferiori dei manifestanti sopra il ginocchio, quindi dopo oltre un anno dal riconoscimento che tali regole provocavano inutilmente morti e ferite devastanti, i cecchini sono stati istruiti, per il futuro, a sparare sotto il ginocchio.

Alcuni degli attacchi in cui i civili sono stati uccisi o feriti sembrano essere stati indiscriminati o sproporzionati, o sono stati eseguiti senza adeguate precauzioni per risparmiare i civili.

Queste misure hanno costituito una forma di punizione collettiva. A giugnoil Centro palestinese per i diritti umani ha segnalato una grave carenza di medicinali per i pazienti con cancro e malattie croniche a Gaza. Israele ha continuato a negare arbitrariamente i permessi medici ai residenti di Gaza per consentire loro di entrare in Israele o in Cisgiordania per le cure.

A gennaio, Israele ha esteso i limiti di pesca al largo della costa di Gaza a 12 miglia nautiche, ancora al di sotto delle 20 miglia nautiche concordate negli accordi di Oslo firmati da Israele e dalla Organizzazione per la liberazione della Palestina negli anni Novanta. Secondo il Servizio penitenziario israeliano, circa palestinesi provenienti dagli Opt, tra cui detenuti amministrativi, sono stati trattenuti nelle carceri israeliane a partire dal 30 novembre.

Molte famiglie di detenuti palestinesi in Israele, in particolare quelli di Gaza, non avevano il permesso di entrare in Israele per visitare i loro parenti. I civili palestinesi degli Opt, inclusi i minori, sono stati processati in tribunali militari che non soddisfacevano gli standard internazionali per un processo equo.

I soldati israeliani, la polizia e gli ufficiali della Agenzia di sicurezza israeliana hanno continuato a torturare e maltrattare i detenuti palestinesi, compresi i minori, impunemente. I metodi segnalati includevano percosse, schiaffi, incatenamenti dolorosi, privazione del sonno, posizioni di stress e minacce.

La Giordania ha bloccato il tentativo, che sarebbe stato un crimine di guerra. A novembre, la Corte suprema israeliana ha confermato un ordine di espulsione contro il direttore di Human Rights Watch Israele e Palestina, Omar Shakir, che era stato avviato ai sensi di legge. La pandemia da COVID 19 sta comportando un ritorno prepotente del nazionalismo e del sovranismo, proprio quando dovrebbe prevalere il multilateralismo, la cooperazione internazionale e la soluzione pacifica delle controversie internazionali.

La crisi sanitaria, economica, politica che deriva dalla pandemia Covid impone scelte rapide e nette. La soluzione equa della questione palestinese a livello delle Nazioni Unite, attraverso un nuovo processo di pace potrebbe essere ancora possibile.

La pace sembra contare meno dei sondaggi elettorali. Oggi si sono svolte in tutta Italia iniziative a favore del popolo palestinese. Questo il loro appello, condividiamolo tutti:.Still happening Cancellati anche dai libri di scuola. In Israele lo impari fin da bambino. Per esempio, qui sono stati sepolti i patriarchi e le matriarche, e qui hanno avuto luogo le storie del re Davide e del Libro di Ruth".

Il controllo di Israele su milioni di palestinesi non fa parte del messaggio dell'opera. Egli chiama la situazione "negazione interpretativa".

Ben-Amos ha esaminato il modo in cui i libri di testo per le scuole medie e superiori delle scuole statali e delle scuole religiose statali gestiscono le conseguenze della Guerra dei Sei Giorni del I libri di testo devono essere autorizzati dal Ministero dell'Istruzione che, sotto la ministra Likud Limor Livnat tra il e ilha bloccato i tentativi di insegnare anche la narrativa palestinese.

Ben-Amos descrive i libri di scuola pubblicati nei primi 30 anni dopo il come "una lenta interiorizzazione del significato della guerra". Gli ultimi due decenni hanno visto un riconoscimento limitato dell'occupazione, anche se con una negazione delle sue ripercussioni, rimarca Ben-Amos.

E questo, aggiunge, sembra essere intenzionale: se i responsabili dell'istruzione ignorano la letteratura di ricerca, se le informazioni sugli eventi non riescono a raggiungere le aule, abbiamo a che fare con "un tentativo di nascondersi e di tacere". Alcuni dei libri di testo di storia che ha esaminato terminano nelil che suggerisce "il desiderio di evitare di avere a che fare con un passato che potrebbe essere controverso", dice Ben-Amos.

Anche se una manciata di libri di testo descrivono criticamente l'occupazione, la ricerca di Ben-Amos mostra che nessun esame di storia tra il e il presentava una domanda sui cambiamenti a lungo termine causati dalla guerra. E aggiunge che gli effetti a lungo termine della guerra del '67 sono studiati, nella migliore delle ipotesi, "con alcune frasi sull'allargamento della spaccatura tra destra e sinistra".

Tutto qui". E' molto conveniente per il governo". Il principale libro di testo di educazione civica riflette anche il punto di vista degli israeliani. I limitati diritti dei palestinesi della Cisgiordania sotto il governo israeliano non sono affatto presi in considerazione. Secondo Ben-Amos, un altro libro di testo civico ignora completamente la disputa sui territori occupati - "un silenzio della situazione", dice. Questi argomenti non vengono affatto discussi in classe. Nel frattempo, si usa la Bibbia.

Gli esami di geografia ignorano anche la Linea Verde e i palestinesi, anche quando la domanda si riferisce alla popolazione ebraica in "Giudea e Samaria". Ben-Amos sostiene che il fatto che i libri di testo ignorino l'occupazione o i tentativi di normalizzarla deriva dall'autocensura.

Si tratta — in sostanza — di un percorso ideologico-educativo che ha per scopo ultimo la disumanizzazione del popolo palestinese. Nei loro libri noi non esistiamo, se non marginalmente e comunque sempre presentati come una minaccia, come una presenza ingombrante.

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